Ed eccola lì, finalmente. A Durmstrang.
A Durmstrang... ripeteva a se stessa, guardandosi attorno con occhi avidi. Era insieme agli altri studenti del 1° anno in attesa dello Smistamento, ma era quasi inconsapevole della loro presenza, presa com'era dall'emozione del momento... Finalmente era lì, in quell'Accademia così prestigiosa, che aveva avvertito come familiare fin da quando la sua sagoma si era stagliata davanti ai suoi occhi, nel buio della precoce notte autunnale. Quando aveva varcato la soglia di ingresso, si era sentita prendere da un violento tremito, una vibrazione profonda, quasi che quelle mura sussurrassero alla sua anima:
Tu mi appartieni... così come io appartengo a te.Aveva quasi avuto un capogiro, nel provare quella sensazione. Mai si era sentita così visceralmente legata a un luogo, mai aveva provato un'emozione così violenta e profonda. Non ne conosceva neanche, di emozioni così: dopo tutto, era poco più di una bambinetta. Eppure... ora che era in quella Sala, il suo cuore batteva talmente forte che le sembrava sovrastare tutti gli altri rumori, e il suo stomaco si torceva nello spasmo dell'attesa dello Smistamento.
Respirò profondamente, e cercò di placarsi concentrandosi su qualcosa di esterno a sé. Il preside e gli insegnanti, per esempio. Li osservò con curiosità, e gradualmente dentro di sé si fecero spazio sensazioni diverse:
Quante cose potrò imparare da loro... si disse sorridendo
Non vedo l'ora di iniziare le lezioni!E all'improvviso sentì che il tumulto del cuore e la morsa allo stomaco in realtà non venivano dalla paura...
E' la mia grande occasione, si disse, mentre letteralmente sentiva la sua espressione illuminarsi
sono così felice di essere qui, così fiera di me... Appartengo a Durmstrang, e mi farò onore!Un elettrizzante fremito la attraversò in un istante. Avevano chiamato il suo nome.